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Omega Acconciatori

Norme e obblighi

Manicure, unghie e trucco dal parrucchiere: cosa si può fare

La legge concede al parrucchiere «esclusivamente prestazioni semplici di manicure e pedicure estetico». Tutto quello che viene dopo quella riga richiede l’altra abilitazione, non un corso di due giorni.

7 minuti di lettura Aggiornata al 19 settembre 2026

In breve

  • L’impresa di acconciatura può svolgere «esclusivamente prestazioni semplici di manicure e pedicure estetico»: è scritto nella legge 174/2005.
  • Per tutto il resto — ricostruzione unghie, trattamenti viso, ciglia, trucco semipermanente — serve l’attività di estetista, con i suoi requisiti e la sua SCIA.
  • Nello stesso locale possono convivere due imprese, purché ciascuna abbia il proprio responsabile tecnico presente quando lavora: lo ha ribadito più volte il Ministero.

È la domanda che arriva appena il salone comincia a girare: «già che le clienti sono qui, posso fare anche le unghie?». La risposta breve è che una parte sì e una parte no, e il confine è scritto in due leggi che si parlano: la 174/2005 per l’acconciatore e la 1/1990 per l’estetista.

Vale la pena conoscerlo bene, perché è uno dei punti su cui i controlli sono frequenti e perché la soluzione corretta — aggiungere l’attività di estetista, o ospitare un’estetista con la sua impresa — è più semplice di quanto sembri, e apre un ricavo in più invece di chiuderne uno.

01Il confine, con le parole della legge

L’articolo 2, comma 7 della legge 174/2005 chiude il cerchio: «Le imprese di acconciatura, oltre ai trattamenti e ai servizi indicati al comma 1, possono svolgere esclusivamente prestazioni semplici di manicure e pedicure estetico». La legge sull’estetista dice la stessa cosa dal lato opposto: barbieri e parrucchieri «possono avvalersi direttamente di collaboratori familiari e di personale dipendente, per l’esclusivo svolgimento di prestazioni semplici di manicure e pedicure estetico» (art. 9, comma 2 della legge 1/1990).

PrestazioneSi può in un’impresa di acconciatura?
Taglio, colore, piega, trattamenti del capello e del cuoio capellutoSì: è l’attività, e comprende anche taglio e trattamento estetico della barba
Manicure e pedicure estetico semplici (limatura, cura delle cuticole, smalto)Sì, sono le prestazioni ammesse espressamente
Ricostruzione e allungamento unghie, gel e semipermanente strutturaleNo: sono trattamenti estetici, fuori dalle «prestazioni semplici»
Trattamenti viso, pulizia, epilazione, massaggi esteticiNo: attività di estetista
Extension ciglia, laminazione, architettura sopraccigliaNo: attività di estetista
Trucco e trucco semipermanenteNo: il trucco semipermanente richiede l’abilitazione estetica e una formazione certificata dal fabbricante dell’apparecchiatura
Vendita di cosmetici, parrucche e accessori ai clientiSì: è prevista dalla legge e non richiede la disciplina del commercio
Sulle prestazioni di confine il SUAP e l’ASL del tuo Comune sono l’interlocutore che decide: una mail prima vale più di una discussione dopo.

02Aggiungere l’estetica: le tre strade

  1. 1

    Diventare anche impresa di estetista

    La legge 174/2005 (art. 2, comma 7) consente di svolgere le due attività nella stessa sede o con una società, «in ogni caso» con i requisiti richiesti per entrambe. Significa una SCIA per l’attività di estetista e un responsabile tecnico abilitato all’estetica.

  2. 2

    Assumere un’estetista qualificata

    L’impresa resta una, ma deve avere i requisiti dell’attività di estetista: non basta assumere una persona qualificata senza presentare la SCIA per quella attività.

  3. 3

    Ospitare un’impresa di estetista

    Affitto di cabina: due imprese autonome nello stesso locale, ciascuna con la propria SCIA e il proprio responsabile tecnico presente durante l’attività. Il regolamento lombardo lo prevede espressamente e chiede che lo spazio usato dall’estetista rispetti i requisiti igienico-sanitari previsti per quell’attività.

Se apri la cabina, metti per iscritto

  • Chi è il responsabile tecnico di ciascuna impresa e in quali orari è presente.
  • Quali spazi sono a uso esclusivo dell’estetista e quali sono comuni.
  • Chi risponde della sterilizzazione e del protocollo di pulizia dell’area estetica.
  • Come si dividono i clienti e i loro dati: due imprese sono due titolari del trattamento, con informative distinte.
  • Chi incassa cosa, e con quale documento fiscale.
  • Canone determinato, non percentuale sull’incassato: vale qui come per la poltrona in affitto.

03Quanto rende davvero, prima di dire di sì

Il servizio unghie in salone ha una logica economica diversa dal capello: occupa una postazione piccola, dura molto e ha un costo di prodotto basso. La domanda giusta non è «quanto costa una ricostruzione», ma quanto margine orario porta rispetto a ciò che occupa.

Margine orario della cabina = (Prezzo medio − costo prodotto) ÷ ore occupate − costo della postazione

Una ricostruzione a 45 € con 6 € di prodotto in due ore rende 19,50 €/ora lordi: meno di un taglio. Con l’affitto di cabina, invece, quello stesso spazio produce un canone certo senza consumare le tue ore.

  • Se hai spazio ma non ore: l’affitto di cabina è la strada con il rischio più basso — canone certo, nessun costo del lavoro, clientela che entra anche per l’altra impresa.
  • Se hai ore vuote e clientela: assumere o formare conviene solo se il calendario dell’estetica si riempie almeno a metà, altrimenti paghi un tempo che non vendi.
  • Se vuoi solo completare il servizio: le prestazioni semplici di manicure sono già ammesse, e su un colore lungo sono il modo naturale di usare il tempo di posa.
  • In tutti i casi: prima la pratica al SUAP, poi il listino. Al contrario si scopre il problema con la clientela già abituata.

Con Omega

Due mestieri sotto lo stesso tetto, senza mescolare i dati

  • Servizi, durate e prezzi si impostano per famiglia: la manicure ha la sua durata e il suo supplemento, non quelli del colore.
  • Ogni operatore ha i servizi che sa fare: l’agenda non manda una ricostruzione a chi fa solo capelli.
  • Incassi e compensi attribuiti a chi ha eseguito la prestazione, anche quando alla cassa c’è un’altra persona.
  • Poltrone, lavaggi e postazioni sono risorse distinte: la cabina occupata non blocca l’agenda del salone.

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Dubbi

Domande frequenti

Un parrucchiere può fare la manicure?
Sì, ma solo «prestazioni semplici di manicure e pedicure estetico»: lo dicono sia la legge 174/2005 sia la legge 1/1990. Limatura, cura delle cuticole e smalto rientrano; ricostruzione, allungamento e trattamenti strutturali no, perché sono attività di estetista.
Posso fare la ricostruzione unghie nel mio salone?
Non come impresa di acconciatura. Serve l’attività di estetista: o la aggiungi tu, con i requisiti e la SCIA per quella attività, oppure ospiti un’impresa di estetista in affitto di cabina, con il suo responsabile tecnico presente quando lavora.
Acconciatore ed estetista possono stare nello stesso locale?
Sì, sia come impresa unica in possesso dei requisiti di entrambe le attività, sia come due imprese autonome. Nel secondo caso ciascuna presenta la propria SCIA e designa il proprio responsabile tecnico, che deve essere presente durante lo svolgimento dell’attività: è il punto su cui il Ministero è tornato più volte.
Posso far fare le unghie a una collaboratrice con partita IVA?
Se lavora con la propria impresa, sì, ed è a tutti gli effetti un’estetista con la sua SCIA in quella sede: è il modello dell’affitto di cabina. Se invece usa i tuoi prodotti, i tuoi orari e il tuo listino, il rapporto somiglia a un lavoro dipendente e la partita IVA non lo salva.
Il parrucchiere può vendere cosmetici e parrucche?
Sì: la legge 174/2005 prevede espressamente che le imprese di acconciatura possano vendere o cedere ai propri clienti prodotti cosmetici, parrucche e affini o altri beni accessori inerenti ai trattamenti effettuati, senza applicare la disciplina del commercio. Come si costruisce quel ricavo è un altro discorso: vedi [rivendita in salone](/guide/rivendita-in-salone).

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