In breve
- Senza qualifica professionale non si apre: o ce l’hai tu, o hai un responsabile tecnico che ce l’ha ed è presente in salone.
- L’attività non si «autorizza», si segnala: la SCIA al SUAP permette di partire, e i controlli arrivano dopo.
- L’investimento tipico sta fra 25.000 e 110.000 euro: la voce che sfugge quasi sempre non è l’arredo, sono i mesi vuoti prima del pieno regime.
Aprire un salone mette insieme tre cose che viaggiano su binari diversi e vanno fatte partire nell’ordine giusto: una qualifica personale, che richiede mesi o anni; una pratica amministrativa, che richiede giorni; e un locale a norma, che richiede soldi. Chi firma il contratto d’affitto prima di aver verificato la destinazione d’uso e gli scarichi scopre il problema quando il canone sta già correndo.
Qui sotto c’è l’impianto nazionale, che vale ovunque. I dettagli — superfici minime, numero di servizi igienici, requisiti di aerazione — li fissano regolamenti regionali e comunali di igiene, e cambiano da un Comune all’altro: prima di ogni spesa vanno letti quelli del Comune in cui aprirai.
01La qualifica: il requisito che non si compra
L’attività di acconciatore è regolata dalla legge 174/2005. Non è un mestiere a libero accesso: l’esercizio è subordinato al possesso della qualifica professionale, conseguita per una delle vie che le Regioni disciplinano. Chi non ce l’ha può comunque essere titolare dell’impresa, ma deve avere in organico un responsabile tecnico qualificato, presente durante l’esercizio dell’attività.
| Percorso | In sintesi |
|---|---|
| Corso regionale di qualifica | Percorso presso ente accreditato, con esame finale. È la via ordinaria per chi parte da zero. |
| Esperienza + corso teorico | Periodo di lavoro qualificato presso un salone (come dipendente, socio o collaboratore familiare) seguito da un corso di formazione teorica di norma di 300 ore. |
| Specializzazione dopo la qualifica | Percorso ulteriore previsto da alcune Regioni per l’abilitazione alla titolarità. |
02La pratica: SCIA, iscrizioni e codice ATECO
- 1
Apri la partita IVA
Con il codice ATECO 96.21.00 «Servizi di parrucchieri e barbieri» della classificazione ATECO 2025, in vigore dal 1° aprile 2025: ha preso il posto del vecchio 96.02.01, che si incontra ancora in contratti e visure più vecchi. L’estetica sta altrove (96.22) e richiede requisiti propri.
- 2
Iscriviti al Registro Imprese e all’Albo delle Imprese Artigiane
Presso la Camera di Commercio. L’acconciatura è attività artigiana: l’iscrizione all’Albo è il presupposto dell’inquadramento previdenziale.
- 3
Presenta la SCIA al SUAP del Comune
È la segnalazione certificata di inizio attività: dichiara il possesso dei requisiti, allega la planimetria del locale e la nomina dell’eventuale responsabile tecnico. Con la ricevuta si può iniziare.
- 4
Iscriviti a INPS e INAIL
Gestione Artigiani per te, posizione assicurativa territoriale per l’attività e per gli eventuali dipendenti.
- 5
Metti in regola il locale
Destinazione d’uso compatibile, conformità degli impianti, requisiti igienico-sanitari del regolamento comunale. L’ASL esprime il parere e può fare sopralluogo.
- 6
Chiudi gli adempimenti operativi
Registratore telematico per i corrispettivi, valutazione dei rischi e formazione sicurezza, informativa e registro privacy per i dati dei clienti.
03Il locale: dove si perdono i soldi che nessuno aveva previsto
- Destinazione d’uso: deve essere compatibile con l’attività commerciale o artigianale. Cambiarla è una pratica edilizia, con tempi e costi propri.
- Scarichi e idraulica: le postazioni di lavaggio impongono carichi e scarichi che un fondo qualsiasi non ha. È la voce che fa saltare più preventivi.
- Aerazione e ricambio d’aria: i regolamenti d’igiene fissano requisiti sui locali, spesso con dotazione minima di servizi igienici e antibagno.
- Impianto elettrico a norma: serve la dichiarazione di conformità. Un impianto vecchio rifatto costa quanto una postazione in più.
- Accessibilità: eliminazione delle barriere architettoniche secondo la normativa applicabile al tipo di immobile.
- Spogliatoio e zona di servizio: separati dall’area di lavoro quando previsto dal regolamento locale.
Da verificare prima di firmare l’affitto
- Visura catastale e destinazione d’uso del fondo.
- Presenza e posizione degli scarichi rispetto a dove vuoi le postazioni di lavaggio.
- Dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico esistente.
- Regolamento d’igiene del Comune, letto sul punto delle superfici e dei servizi.
- Vincoli condominiali su insegne, orari e rumore.
- Chi paga cosa fra le opere di adeguamento: metterlo nel contratto, non nella stretta di mano.
04Quanto costa aprire, e da che mese si respira
L’investimento iniziale di un salone di 35–55 mq si colloca in genere fra 25.000 e 110.000 euro, con un budget tipico intorno ai 50–55.000. La forbice è larga perché dipende quasi tutta da due variabili: quanto è già a norma il locale e quanto è nuovo l’arredo.
| Voce | Ordine di grandezza | Nota |
|---|---|---|
| Opere e adeguamenti | 8.000 – 35.000 € | Idraulica ed elettrico pesano più dell’estetica |
| Arredo e postazioni | 7.000 – 30.000 € | Lavaggi e poltrone sono il grosso |
| Attrezzatura e prima scorta prodotti | 3.000 – 10.000 € | La scorta iniziale si sovrastima quasi sempre |
| Insegna, immagine, sito e prenotazioni | 1.000 – 5.000 € | Voce piccola con effetto grande sui primi mesi |
| Pratiche, consulenze, deposito cauzionale | 2.000 – 6.000 € | |
| Cassa per i primi mesi | 6.000 – 20.000 € | La voce dimenticata: serve a pagare l’affitto mentre l’agenda si riempie |
Servizi al mese per andare in pari = Costi fissi mensili ÷ (Prezzo medio del servizio − Costo prodotto per servizio)
Con 4.500 € di costi fissi, 32 € di prezzo medio e 4 € di prodotto, servono circa 161 servizi al mese: poco più di 6 al giorno su 26 giorni di apertura. È il numero da confrontare con l’agenda reale, non con le speranze.
Con Omega
Il salone parte già ordinato
- Anagrafiche, schede capello e consensi firmati col dito in poltrona dal primo giorno, senza schede di carta da ricostruire poi.
- Agenda con i tempi di posa e link di prenotazione con QR: si prende appuntamento anche a saracinesca chiusa, senza commissioni a nessuno.
- Listino con i supplementi di lunghezza e il cartello dei prezzi da esporre, generato dagli stessi prezzi che usa la cassa.
- Incassi, compensi di chi lavora e storico di spesa dei clienti registrati mentre concludi l’appuntamento (lo scontrino resta al tuo registratore).


