In breve
- Il criterio non è la partita IVA: è chi decide orari, prezzi e clienti.
- Chi affitta la poltrona deve avere una propria qualifica e una propria posizione: è un’impresa, non un collaboratore.
- La riqualificazione a lavoro subordinato costa contributi arretrati, sanzioni e differenze retributive: si previene con i fatti, non con le clausole.
La poltrona in affitto è nata da un’esigenza reale: un professionista con la propria clientela vuole lavorare senza aprire un salone, e un salone con spazio libero vuole valorizzarlo senza assumere. Fatta bene funziona per entrambi. Fatta male è il modo più rapido per trasformare un risparmio contributivo in un accertamento.
Il punto è che l’etichetta non conta: se nei fatti la persona lavora come un dipendente — orario imposto, prezzi del salone, clienti del salone, strumenti del salone — il rapporto viene letto per quello che è, quale che sia il contratto firmato.
01Le due strade, e cosa le distingue
| Poltrona in affitto (autonomo) | Dipendente o apprendista | |
|---|---|---|
| Chi fissa gli orari | Il professionista | Il salone |
| Chi fissa i prezzi | Il professionista, con proprio listino | Il salone |
| Di chi è il cliente | Del professionista | Del salone |
| Chi incassa | Il professionista, con propria fatturazione | Il salone |
| Prodotti e strumenti | Propri, o riaddebitati in modo tracciato | Del salone |
| Qualifica e posizione | Propria: partita IVA, iscrizione, qualifica | Del salone che lo assume |
| Corrispettivo | Canone al salone (fisso o misto) | Retribuzione dal salone |
02Cosa mettere per iscritto
- 1
Individua lo spazio
La postazione va identificata: quale poltrona, con quali arredi e quali attrezzature comprese. Uno spazio generico rende il contratto poco credibile.
- 2
Definisci il canone
Importo, periodicità e modalità. Un canone fisso è più solido di una percentuale sull’incassato, che somiglia a una provvigione.
- 3
Regola l’accesso
Orari e giorni di disponibilità, chiavi, uso degli spazi comuni: sono diritti d’uso, non turni assegnati.
- 4
Separa la clientela
Ciascuno tiene la propria: prenotazioni, schede e consensi del professionista sono suoi, e questo va scritto anche ai fini privacy.
- 5
Separa gli incassi
Il professionista emette i propri documenti fiscali ai propri clienti. Se per comodità si incassa a una cassa sola, serve un meccanismo tracciato che regoli il riversamento.
- 6
Chiudi gli obblighi accessori
Assicurazione di responsabilità civile propria, adempimenti sicurezza per gli spazi condivisi, gestione dei rifiuti e delle scorte.
03Quando conviene, e a chi
- Conviene al salone quando ci sono spazi e orari inutilizzati e un professionista porta clientela propria: il canone è ricavo puro su un costo fisso già pagato.
- Conviene al professionista che ha già una clientela e vuole costi certi invece di una percentuale sul lavoro.
- Non conviene quando la persona non ha clientela propria: la poltrona resta vuota, il canone pesa e la relazione si guasta in tre mesi.
- Non conviene come modo per evitare un’assunzione: il risparmio apparente diventa un debito quando il rapporto viene riqualificato.
Canone sostenibile ≈ (Ore di apertura utilizzate × Margine orario atteso dal professionista) × 25–35%
Sopra quella soglia il professionista lavora per pagare la postazione e prima o poi se ne va; sotto, il salone regala uno spazio che potrebbe usare diversamente.
Prima di firmare, verifica
- Il professionista ha abilitazione, partita IVA, iscrizione all’Albo artigiani, SCIA per quella sede e assicurazione proprie.
- Il canone è determinato e non coincide con una quota dell’incassato.
- Esistono due listini distinti, e i clienti sanno con chi hanno il rapporto.
- La documentazione privacy distingue i due titolari del trattamento.
- Il regolamento d’uso degli spazi comuni è scritto: pulizia, sterilizzazione, magazzino, rifiuti.
Con Omega
Poltrona in affitto, provvigione o misto: il conto esce da solo
- Per ogni persona scegli come viene pagata: provvigione sul venduto, canone della poltrona in affitto o il misto — canone ridotto più una quota.
- Percentuali diverse su servizi e rivendita, e il conto di fine mese attribuito a chi ha **eseguito** il servizio, non a chi ha battuto il conto alla cassa.
- Una colonna d’agenda a testa, con i propri clienti, i propri orari e i servizi che sa fare.
- Le mance restano fuori dai compensi: sono di chi le ha ricevute.

