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Omega Acconciatori

Conti e margini

Costi fissi e punto di pareggio: a che giorno del mese guadagni

Il fatturato non dice se stai guadagnando. Il punto di pareggio sì, e si calcola con tre numeri che hai già.

6 minuti di lettura Aggiornata al 19 settembre 2026

In breve

  • Il punto di pareggio non è il fatturato: è il numero di servizi sotto il quale stai pagando per lavorare.
  • Quello che copre i costi fissi è il margine di contribuzione, cioè il prezzo meno il solo costo variabile.
  • Il tuo stipendio è un costo fisso: se non lo metti nel conto, il pareggio che calcoli è finto.

Quasi tutti i saloni sanno quanto hanno incassato. Molti meno sanno a che punto del mese hanno smesso di lavorare per l’affitto e hanno iniziato a lavorare per sé. È la stessa differenza che passa fra guidare guardando il contachilometri e guidare guardando la spia della benzina.

Il conto che segue richiede tre numeri: i costi fissi mensili, il prezzo medio di un servizio e il costo del prodotto consumato per farlo. Non serve un consulente e non serve un mese di lavoro: serve un’ora, una volta.

01Prima separazione: cosa è fisso e cosa è variabile

Un costo è fisso se lo paghi anche in un mese in cui non entra nessuno; è variabile se nasce solo perché hai fatto quel servizio. La distinzione conta perché solo i variabili si tolgono dal prezzo per capire quanto resta a coprire il resto.

Costi fissi (ogni mese, comunque)Costi variabili (per servizio)
Affitto e spese condominialiColore, ossigeno, decolorante
Utenze nella parte di baseShampoo, maschere, trattamenti applicati
Stipendi e contributi del personale fissoMonouso: asciugamani in carta, guanti, collari
Il tuo compenso di titolareCommissione dell’incasso elettronico
Commercialista, software, assicurazioniProvvigione o cottimo, dove previsto
Leasing e finanziamenti dell’arredo
Formazione, marketing ricorrente

02Il calcolo, con numeri veri

Margine di contribuzione = Prezzo del servizio − Costo variabile del servizio

È la parte di ogni incasso che resta disponibile per pagare i costi fissi. Finché i fissi non sono coperti, non c’è utile.

Punto di pareggio (in servizi) = Costi fissi mensili ÷ Margine di contribuzione medio

Il numero di servizi che devi fare in un mese prima che il salone inizi a guadagnare.

ServizioPrezzoCosto variabileMargineMargine %
Taglio25 €1,50 €23,50 €94%
Piega20 €1,20 €18,80 €94%
Colore + piega55 €9,00 €46,00 €84%
Meches + taglio + piega95 €18,00 €77,00 €81%
Trattamento ricostruzione45 €11,00 €34,00 €76%
I margini percentuali contano meno del margine in euro per ora di poltrona: un colore occupa il triplo del tempo di un taglio.

Con 4.800 € di costi fissi e un margine medio di 34 €, il pareggio è a 141 servizi al mese. Su 25 giorni di apertura sono 5,6 servizi al giorno: se in agenda ne hai in media 9, i primi 5,6 pagano il salone e gli altri 3,4 sono il tuo utile. Detta così, la domanda «conviene aprire il lunedì?» ha una risposta numerica invece che caratteriale.

03Il numero che conta davvero: margine per ora di poltrona

Il vincolo di un salone non sono i clienti, è il tempo delle poltrone. Due servizi con lo stesso margine in euro non valgono lo stesso se uno dura 30 minuti e l’altro due ore. Per questo il numero da mettere accanto al listino è il margine orario.

Margine orario = Margine di contribuzione ÷ Durata del servizio in ore

Un taglio da 23,50 € in 30 minuti rende 47 €/ora. Un colore+piega da 46 € in 2 ore rende 23 €/ora: metà.

Cosa fare con questo numero

  • Rivedi i tempi standard a listino: se il colore è dato per 90 minuti ma ne prende 120, il margine reale è un quarto in meno.
  • Sposta il tempo morto della posa su un altro cliente, invece di lasciarlo occupare la poltrona.
  • Alza per primi i prezzi dei servizi con margine orario più basso, non quelli più visibili.
  • Metti in promozione ciò che riempie le ore vuote, non ciò che è già pieno il sabato.
  • Ricontrolla i costi variabili due volte l’anno: il colore rincara e i listini restano fermi.

Con Omega

Metà dei numeri ce li hai già

  • Il costo del prodotto di ogni colore esce dai grammi della formula e dal costo al grammo dei tuoi tubi, ossidante compreso: è il costo variabile del conto, misurato invece che stimato.
  • Per ogni prestazione: quante volte l’hai fatta, quanto ha incassato, il prezzo medio e la durata che stai davvero bloccando in agenda.
  • Scontrino medio, peso dei servizi tecnici e quota di rivendita per periodo e per operatore.
  • I costi fissi restano un foglio tuo: il gestionale ti dà i ricavi e i costi di prodotto veri da metterci dentro.

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Dubbi

Domande frequenti

Ogni quanto va rifatto il calcolo del punto di pareggio?
Due volte l’anno in condizioni normali, e subito dopo ogni cambiamento strutturale: un’assunzione, un aumento dell’affitto, un rincaro dei prodotti o una revisione del listino. È un conto da mezz’ora, non un progetto.
I prodotti per la rivendita entrano nei costi variabili?
Vanno tenuti su una riga a parte. La rivendita ha una sua logica di margine e non consuma tempo di poltrona: mescolarla ai servizi falsa entrambi i conti.
Il mio salone è in pari ma non guadagno: dov’è l’errore?
Quasi sempre nel compenso del titolare messo a zero o troppo basso, oppure in costi variabili sottostimati perché il prodotto si misura «a occhio» invece che al grammo. Ricontrolla quelle due voci prima di ogni altra ipotesi.
Come uso questo calcolo per decidere se assumere?
Una persona in più alza i costi fissi di una cifra nota: dividila per il margine medio e ottieni quanti servizi in più deve produrre per pagarsi. Se quel numero non sta nelle ore che riesci effettivamente a riempire, l’assunzione va rimandata o convertita in part-time.

Provalo con i tuoi dati

Crei l’ambiente, carichi le tue anagrafiche e fai una giornata di lavoro vera prima di decidere.

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