In breve
- Il coefficiente di redditività dell’attività di parrucchiere è il 67%: si tassa quella quota dell’incassato, qualunque cosa tu abbia speso.
- I contributi artigiani 2026 partono da un minimo fisso di 4.521,36 euro l’anno anche se incassi poco, e si possono ridurre del 35% chiedendolo entro il 28 febbraio.
- La soglia è 85.000 euro di incassato: superati i 100.000 si esce subito, con l’IVA dovuta già dall’operazione che sfonda il limite.
Il forfettario è il regime con cui apre la quasi totalità dei saloni piccoli, e la ragione è buona: una sola imposta, niente IVA da versare, contabilità leggera. La ragione per cui più di qualcuno ci resta troppo a lungo è un’altra, ed è un equivoco: nel forfettario **i costi non si deducono**. Il reddito è per legge una percentuale dell’incassato, e per l’attività di parrucchiere quella percentuale è alta.
Qui sotto ci sono i numeri in vigore nel 2026 — soglie, aliquote, contributi INPS con gli importi della circolare di quest’anno — e un conto fatto su un salone vero, per vedere quanto resta in tasca e a che punto il regime ordinario diventa più leggero. I contributi restano dovuti in ogni caso: è la voce che sorprende chi apre.
01Chi può stare nel forfettario, e con quale codice
L’attività si apre con il codice ATECO 96.21.00 «Servizi di parrucchieri e barbieri» della classificazione ATECO 2025, in vigore dal 1° aprile 2025 al posto del vecchio 96.02.01. Il codice non è un dettaglio burocratico: è quello che determina il coefficiente di redditività, cioè quanta parte dei tuoi incassi diventa reddito imponibile.
| Requisito | Valore | Nota |
|---|---|---|
| Ricavi o compensi dell’anno precedente | fino a 85.000 € | Si guarda l’incassato, non il fatturato emesso: il forfettario ragiona per cassa |
| Spese per lavoro dipendente e assimilato | fino a 20.000 € lordi | Comprende dipendenti, apprendisti, collaboratori: un salone con due persone ci arriva in fretta |
| Redditi da lavoro dipendente o pensione dell’anno prima | fino a 35.000 € per il 2026 | La soglia ordinaria è 30.000 €, innalzata a 35.000 per il 2025 e il 2026 |
| Uscita immediata | oltre 100.000 € di incassi | Il regime cade nello stesso anno e l’IVA è dovuta a partire dall’operazione che supera la soglia |
| Uscita dall’anno successivo | fra 85.000 e 100.000 € | Si resta forfettari fino a fine anno e si passa all’ordinario dal 1° gennaio |
Reddito imponibile = Incassi × 67% − Contributi previdenziali versati nell’anno
Il 67% è il coefficiente di redditività dell’attività. È l’unica «deduzione» prevista: i contributi obbligatori effettivamente pagati. Affitto, colore, utenze, commercialista e arredo non entrano nel conto.
02I contributi INPS artigiani 2026, con gli importi veri
Un salone è impresa artigiana, quindi il titolare si iscrive alla Gestione artigiani. È la voce che pesa di più e che quasi nessuno mette nel conto quando decide il prezzo del taglio: si paga un minimo anche se l’anno è stato brutto. I numeri sotto sono quelli della circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026.
| Voce 2026 | Importo |
|---|---|
| Reddito minimale su cui si calcola il contributo fisso | 18.808,00 € |
| Contributo minimo annuo, titolare artigiano | 4.521,36 € (4.513,92 IVS + 7,44 maternità) |
| Aliquota fino a 56.224 € di reddito | 24% |
| Aliquota sulla parte oltre 56.224 € | 25% |
| Massimale (iscritti dal 1996 in poi) | 122.295,00 € |
| Rate del contributo fisso | 18 maggio, 20 agosto, 16 novembre 2026 e 16 febbraio 2027 |
| Contributo sull’eccedenza | Con le scadenze delle imposte sui redditi (saldo e acconti) |
03Il conto su un salone vero
Prendiamo una titolare da sola, senza dipendenti, che incassa 60.000 euro in un anno. Nel forfettario il reddito è per definizione 40.200 euro (il 67%), qualunque cosa abbia speso.
| Passaggio | Calcolo | Importo |
|---|---|---|
| Reddito forfettario | 60.000 × 67% | 40.200 € |
| Contributo sul minimale | fisso 2026 | 4.521,36 € |
| Contributo sull’eccedenza | (40.200 − 18.808) × 24% | 5.134,08 € |
| Totale contributi | 9.655,44 € | |
| Base imponibile fiscale | 40.200 − 9.655 | 30.545 € |
| Imposta sostitutiva al 15% | 30.545 × 15% | 4.582 € |
| Imposta sostitutiva al 5% (primi 5 anni) | 30.545 × 5% | 1.527 € |
Su 60.000 euro incassati, fra contributi e imposta se ne vanno circa 14.240 euro con l’aliquota piena, o circa 11.180 con il 5%. E qui arriva la domanda che conta: quei numeri non cambiano se il tuo affitto è 400 euro al mese o 1.400, se il colore ti costa 6.000 euro l’anno o 12.000. Nel regime ordinario quei costi si deducono; nel forfettario no.
Soglia di indifferenza ≈ Incassi × 33%
È il livello di costi documentati oltre il quale il forfettario comincia a costare più dell’ordinario: 33% è la parte che il coefficiente considera «costi». Con 60.000 di incassi, se le spese vere superano i 20.000 euro l’anno il conto va rifatto insieme al commercialista.
I segnali che è ora di rifare il conto
- Hai assunto, o stai per farlo: gli stipendi non si deducono e il tetto delle spese per dipendenti è 20.000 euro.
- L’affitto del fondo è salito e pesa più del 15% degli incassi.
- Hai comprato arredo o attrezzature importanti: nell’ordinario si ammortizzano, qui no.
- Gli incassi si avvicinano agli 85.000 euro: meglio pianificare l’uscita che subirla.
- Vendi molta rivendita: l’acquisto dei prodotti è un costo vero che nel forfettario resta invisibile.
04Cosa devi fare comunque, anche da forfettario
- Documento commerciale a ogni incasso: il forfettario non tocca gli obblighi sui corrispettivi. Vedi incassi e corrispettivi in salone.
- Fattura elettronica quando il cliente la chiede o quando fatturi a un’altra impresa: per i forfettari è obbligatoria a tutti gli effetti.
- Accettare i pagamenti elettronici: il rifiuto costa 30 euro più il 4% della transazione, regime fiscale o no.
- Iscrizione all’Albo delle imprese artigiane e posizione INAIL: l’artigiano titolare paga il premio speciale unitario, che si aggiunge all’INPS.
- Niente ritenuta d’acconto e niente IVA in fattura: sulle fatture va indicata la norma del regime, e non si detrae l’IVA sugli acquisti — il colore ti costa il 22% in più rispetto a un salone in ordinario.
Con Omega
Gli incassi veri, quelli su cui si fa il conto
- Ogni appuntamento concluso registra l’incasso con il suo mezzo di pagamento: a fine anno sai quanto hai incassato davvero, non quanto ricordi.
- Caparre, carnet, abbonamenti e buoni regalo tracciati con il loro residuo: sono soldi già incassati per servizi non ancora fatti.
- Il costo del colore calcolato al grammo, per sapere quanto pesa il prodotto sugli incassi prima che te lo dica il commercialista.
- Tutto esportabile in un archivio leggibile, da passare a chi tiene la contabilità.


