In breve
- Il magazzino di un salone medio vale spesso quanto un mese di affitto: è capitale fermo, e va misurato.
- Il punto di riordino si calcola con due numeri — consumo settimanale e tempi del fornitore — non a occhio davanti allo scaffale.
- Le scadenze si controllano con un giro al mese: il prodotto scaduto è una perdita doppia, perché è stato pagato e va smaltito.
Nessuno apre un salone pensando di dover fare il magazziniere, e infatti quasi nessuno lo fa: si riordina quando ci si accorge che manca qualcosa, di solito con il cliente già in poltrona. Il risultato è un armadio pieno di nuance comprate per un servizio e mai più usate, e allo stesso tempo la mancanza cronica dei due o tre riferimenti che servono ogni giorno.
Il magazzino di un salone non è complesso: sono poche decine di riferimenti che si muovono davvero. Basta trattarli come si trattano i numeri della cassa — misurandoli — per liberare capitale e smettere di correre in profumeria il sabato mattina.
01Quali riferimenti contano davvero
In quasi ogni salone una minoranza di prodotti fa la gran parte dei consumi: le basi naturali, gli ossidanti, il decolorante, due o tre nuance ricorrenti. Il resto è coda lunga: serve raramente, occupa spazio e scade. La prima operazione utile è separare le due categorie, perché vanno gestite con regole opposte.
| Categoria | Regola di gestione |
|---|---|
| Alto consumo (basi, ossidanti, decoloranti) | Scorta di sicurezza generosa, riordino automatico a soglia |
| Consumo medio (nuance ricorrenti) | Scorta minima, riordino settimanale a fabbisogno |
| Coda lunga (nuance rare, linee speciali) | Nessuna scorta: si ordina sul servizio, o si acquista con caparra del cliente |
| Rivendita | Gestita come merce: rotazione, esposizione, margine proprio |
| Monouso e consumabili | Riordino a soglia, costo per servizio da imputare |
Punto di riordino = (Consumo medio settimanale × Settimane di attesa del fornitore) + Scorta di sicurezza
Con 6 tubi a settimana, un fornitore che consegna in 1 settimana e una sicurezza di 4 tubi, si riordina quando si scende a 10. È il numero da scrivere sull’etichetta dello scaffale.
02L’inventario che si fa in un’ora
- 1
Fissa una data e chiudi i movimenti
Si conta a salone chiuso, non fra un cliente e l’altro: le rilevazioni fatte in mezzo al lavoro sono sempre sbagliate.
- 2
Conta per famiglia, non per scaffale
Tutte le basi insieme, tutti gli ossidanti insieme. Il conteggio per posizione fisica fa perdere i doppioni sparsi.
- 3
Segna i tubi aperti come mezzi
Un tubo iniziato non vale zero e non vale uno: la convenzione della metà è sufficiente e non fa perdere tempo.
- 4
Registra le scadenze mentre conti
È l’unico momento in cui hai il prodotto in mano: farlo dopo significa non farlo.
- 5
Valorizza al costo d’acquisto
Non al prezzo di listino: il magazzino vale quello che hai pagato, e serve a sapere quanto capitale è fermo.
- 6
Confronta con il consumo teorico
Se hai fatto 120 colori e il magazzino dice che ne hai consumati 90, la differenza è sfrido, errore di dosaggio o prodotto uscito senza registrazione.
03Dove si perde il prodotto
- Dosaggio a occhio: la prima causa, e la più costosa. Il colore preparato in eccesso finisce nel lavandino a ogni servizio.
- Nuance comprate per un cliente solo: restano nell’armadio finché scadono. Vanno ordinate sul servizio, non messe a scorta.
- Doppio acquisto: si compra ciò che c’è già ma sta nell’altro scaffale. È il sintomo classico di un magazzino non censito.
- Prodotti scaduti: pagati, mai usati, e da smaltire secondo le regole dei rifiuti.
- Uso personale non registrato: prodotto che esce per il personale o per i familiari senza che nessuno lo segni. Va ammesso e regolato, non ignorato.
- Campioni e omaggi mescolati alle scorte: falsano i conteggi e i costi per servizio.
Il giro mensile delle scadenze
- Controlla i prodotti in scadenza nei tre mesi successivi.
- Sposta in prima fila ciò che scade prima, dietro ciò che scade dopo.
- Programma un servizio o una promozione per consumare ciò che non uscirà da solo.
- Registra e smaltisci correttamente ciò che è scaduto, senza rimetterlo nello scaffale.
- Verifica che il punto di riordino dei prodotti ad alto consumo sia ancora corretto.
Con Omega
Il magazzino si aggiorna mentre lavori
- La tinta esce dal magazzino a grammi quando salvi la formula, tubo per tubo e con l’ossidante dei volumi dichiarati: il consumo si registra da sé, e se cancelli la formula i grammi tornano dentro.
- Sottoscorta e riordino per prodotto e per fornitore, con l’avviso quando la giacenza scende sotto la soglia che hai messo tu.
- Inventario con conteggio e rettifica, e il registro dei movimenti che dice dove è finito quello che manca.
- Nuance per nuance: quanti grammi, quanti euro e quante teste. È il numero con cui ci si accorge dello spreco prima che lo dica il commercialista.


