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Clienti e incassi

Buoni regalo dal parrucchiere: IVA, scontrino e carnet nel 2026

Il nome che dai al buono non conta: conta se, quando lo vendi, sai già quale IVA si applicherà. Da lì dipende se lo scontrino con l’imposta lo emetti a Natale o quando la cliente si siede in poltrona.

9 minuti di lettura Aggiornata al 29 settembre 2026

In breve

  • Per il fisco un buono è monouso se al momento della vendita è nota l’IVA della prestazione (d.P.R. 633/1972, art. 6-ter): l’IVA si paga subito. Se non è nota è multiuso (art. 6-quater): l’IVA si paga quando il buono viene speso.
  • Carnet e abbonamenti pagati in anticipo sono prestazioni pagate prima: per i servizi l’operazione si considera effettuata al pagamento (art. 6), quindi l’IVA segue l’incasso, non la seduta.
  • Queste regole valgono per i buoni emessi fino al 31 dicembre 2026. Dal 1° gennaio 2027 gli articoli del d.P.R. 633/1972 sono abrogati e la disciplina passa nel Testo unico IVA (d.lgs. 10/2026, Capo V, artt. 12-14).

Sotto Natale un salone vende buoni regalo, carnet di pieghe, abbonamenti al taglio. Sono soldi che entrano oggi per un servizio che arriverà fra settimane o mesi, e la domanda è sempre la stessa: **il buono regalo del parrucchiere si batte con l’IVA quando lo vendo o quando la cliente lo usa?** La risposta dipende da una distinzione che la legge ha introdotto nel 2019 e che quasi nessuno spiega con esempi da salone: buono monouso e buono multiuso.

Qui trovi le due definizioni con le parole della norma, una tabella per i casi che capitano davvero (buono per un servizio, buono a importo, carnet, abbonamento, buono speso da chi affitta la poltrona), cosa cambia per chi è in regime forfettario e cosa succede dal 2027, quando le regole traslocano nel nuovo Testo unico IVA.

01Buono monouso e buono multiuso: la differenza che decide tutto

Il d.lgs. 141/2018 ha inserito nel d.P.R. 633/1972 tre articoli sui buoni-corrispettivo, applicabili ai buoni emessi dal 1° gennaio 2019. Il buono-corrispettivo è «uno strumento che contiene l’obbligo di essere accettato come corrispettivo o parziale corrispettivo» di una prestazione e che indica i servizi o chi li presta (art. 6-bis). Poi la legge lo divide in due.

Buono monouso (art. 6-ter)Buono multiuso (art. 6-quater)
Quando lo èSe al momento dell’emissione «è nota la disciplina applicabile ai fini dell’imposta sul valore aggiunto» alla prestazioneSe al momento dell’emissione quella disciplina non è nota
Quando si paga l’IVAAlla vendita del buono: ogni trasferimento del buono «costituisce effettuazione» della prestazioneAl riscatto: la prestazione si considera effettuata quando il buono viene accettato come pagamento
Cosa succede al ritiroIl servizio è già stato tassato: al ritiro non si applica altra IVA sul valore del buonoSi certifica il servizio con l’IVA, usando il buono come mezzo di pagamento
D.P.R. 633/1972, artt. 6-bis, 6-ter e 6-quater, nel testo in vigore dal 29 dicembre 2018 al 31 dicembre 2026 (Normattiva, consultato il 29 settembre 2026).

02I casi che capitano in salone

Cosa vendiQuando nasce l’IVACosa succede al ritiro
Buono «colore e piega» per una personaAlla vendita (monouso)Il servizio si esegue senza incassare altro, salvo i supplementi non compresi
Buono a importo, spendibile su servizi e prodotti del saloneAlla vendita se l’IVA è nota e unica (monouso); al ritiro se non lo è (multiuso)Monouso: si scala il valore. Multiuso: si certifica il servizio con l’IVA
Buono speso da chi affitta la poltronaSe monouso, alla vendita da parte del salone: la prestazione resa da un soggetto diverso «si considera resa nei confronti» di chi ha emesso il buono (art. 6-ter, c. 3)Fra salone e affittuario va regolato il passaggio: chiedilo al commercialista prima di vendere buoni validi anche per lui
Carnet «10 pieghe» pagato in anticipoAll’incasso: per i servizi, se il corrispettivo è pagato prima, l’operazione si considera effettuata alla data del pagamento (art. 6, c. 4)Le sedute si scalano senza nuova IVA
Abbonamento mensile al taglioAll’incasso di ogni canoneGli ingressi del mese si scalano senza nuova IVA
Per i carnet e gli abbonamenti l’art. 6, c. 3 e 4, del d.P.R. 633/1972 considera effettuate le prestazioni di servizi all’atto del pagamento del corrispettivo, e comunque limitatamente all’importo pagato prima.

03Come si fa, dalla vendita al ritiro

  1. 1

    Decidi che buoni vendi

    Per un servizio preciso, a importo, carnet o abbonamento. Per ogni tipo, stabilisci con il commercialista se è monouso o multiuso e scrivilo.

  2. 2

    Scrivi le condizioni sul buono

    Codice univoco, valore o servizio, scadenza, dove si può spendere, se ammette un resto o un uso parziale. Sono le «condizioni generali di utilizzo» a cui rimanda la definizione dell’art. 6-bis.

  3. 3

    Certifica la vendita nel modo giusto

    Il registratore telematico deve distinguere la vendita di un buono monouso (con IVA) da quella di un multiuso (senza IVA fino al riscatto). Chiedi al tecnico come il tuo modello registra i due casi, prima di dicembre e non il 23.

  4. 4

    Tieni il registro dei buoni aperti

    Numero, data di vendita, valore, residuo, data di utilizzo. Sono soldi incassati per servizi non ancora fatti: un debito verso i clienti che il commercialista vuole vedere a fine anno.

  5. 5

    Al ritiro, scala senza rifare lo scontrino due volte

    Monouso e carnet: il servizio è già stato certificato con l’IVA. Multiuso: il servizio si certifica ora, e il buono è il mezzo di pagamento.

Il buono ben fatto

  • Ha un codice che non si ripete e che il salone può verificare.
  • Dice cosa copre: un servizio, un importo, un numero di sedute.
  • Ha una scadenza scritta, e il salone la rispetta anche quando conviene chiudere un occhio.
  • Dice se si può spendere a rate e se il resto rimane sul buono.
  • Chi lo vende sa se è monouso o multiuso e lo registra di conseguenza.

Il registro dei buoni aperti è la parte che a dicembre si perde per prima. In Omega Acconciatori buoni, carnet e abbonamenti hanno codice, saldo e scadenza, e si scalano concludendo l’appuntamento; lo scontrino resta al tuo registratore telematico.

04Cosa cambia dal 1° gennaio 2027

Il d.lgs. 19 gennaio 2026, n. 10 ha approvato il Testo unico delle disposizioni legislative in materia di IVA, in vigore dal 31 gennaio 2026. Normattiva segna gli articoli 6-bis, 6-ter e 6-quater del d.P.R. 633/1972 come abrogati dal testo unico con effetto dal 1° gennaio 2027; nel testo unico i buoni-corrispettivo hanno un capo proprio (Titolo IV, Capo V, «Buono corrispettivo», artt. 12-14).

  • I buoni venduti per il Natale 2026 seguono le regole del d.P.R. 633/1972 descritte qui.
  • Dal 2027 i riferimenti normativi cambiano numero: aggiorna le condizioni stampate sui buoni e chiedi al commercialista se il testo unico, che nasce per riordinare le norme, modifica qualcosa nel tuo caso.
  • Il registratore telematico non cambia per questo: cambia, eventualmente, il riferimento normativo sui documenti.

Con Omega

I soldi già incassati, in una pagina sola

  • Buoni regalo con codice, saldo, scadenza e riscatto parziale: quando la cliente si presenta, il buono si scala concludendo l’appuntamento e l’eventuale residuo resta sul buono.
  • Carnet che si scalano da soli a ogni appuntamento concluso, e abbonamenti a tempo o a ingressi con l’avviso di rinnovo.
  • Buoni, carnet e abbonamenti aperti stanno nella stessa pagina: è il registro dei servizi già pagati che il commercialista chiede a fine anno.
  • Il gestionale non emette lo scontrino: la vendita del buono si certifica al registratore telematico che hai già.

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Dubbi

Domande frequenti

Il buono regalo del parrucchiere si batte subito con l’IVA?
Se è monouso sì: l’IVA si applica quando vendi il buono, perché già in quel momento sai quale imposta avrà il servizio. Se è multiuso no: alla vendita non si applica IVA, che si applica quando la cliente lo spende. La differenza non dipende dal nome ma da cosa copre il buono.
Il carnet di pieghe si fattura a ogni seduta?
No. Per i servizi pagati in anticipo l’operazione si considera effettuata al pagamento (art. 6 del d.P.R. 633/1972): l’incasso del carnet si certifica quando lo incassi, e le sedute si scalano senza nuovo scontrino con IVA sul valore già pagato.
Cosa faccio con un buono scaduto e mai usato?
La scadenza è una condizione che decidi tu e che deve essere scritta sul buono. Per un monouso l’IVA è già stata applicata alla vendita. Per un multiuso scaduto il trattamento fiscale va valutato con il commercialista, perché l’imposta non è mai nata: non inventare una soluzione alla cassa.
Dal 2027 cambia qualcosa per i buoni?
Cambiano i riferimenti: dal 1° gennaio 2027 gli articoli 6-bis, 6-ter e 6-quater del d.P.R. 633/1972 sono abrogati e la disciplina dei buoni-corrispettivo si trova negli articoli 12-14 del Testo unico IVA (d.lgs. 10/2026). Le condizioni stampate sui buoni vanno aggiornate.

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