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Omega Acconciatori

Norme e obblighi

Dati dei clienti in salone: cosa puoi tenere e cosa devi fare

Un salone tratta nomi, telefoni, allergie e fotografie. Tre di queste quattro cose richiedono più attenzione di quanta se ne dedichi di solito.

7 minuti di lettura Aggiornata al 19 settembre 2026

In breve

  • Allergie e reazioni sono dati sulla salute: vanno protetti più di un numero di telefono e visti solo da chi lavora su quel cliente.
  • Il promemoria di un appuntamento e una promozione hanno basi diverse: il secondo richiede un consenso specifico.
  • Il salone resta responsabile anche quando i dati stanno nel gestionale di un fornitore: serve un contratto che lo regoli.

La privacy in un salone viene percepita come un adempimento formale — un foglio da far firmare — e proprio per questo viene gestita male. In realtà un salone raccoglie una combinazione di informazioni piuttosto delicata: dati di contatto, abitudini di frequenza, fotografie di persone riconoscibili e informazioni sanitarie come allergie e reazioni ai prodotti.

Non serve un impianto complicato per essere in regola, ma servono quattro cose fatte bene una volta sola: un’informativa vera, consensi separati per finalità diverse, un po’ di ordine su chi vede cosa, e un contratto con chi ti fornisce il software. Il resto è manutenzione.

01Quali dati tratta un salone, e con quale attenzione

DatoServe perAttenzione richiesta
Nome, telefono, emailPrenotare e avvisareOrdinaria
Storico degli appuntamentiFrequenza e organizzazioneOrdinaria
Formule e schede tecnicheRipetere il risultatoOrdinaria, ma con accesso limitato
Allergie, reazioni, patch testSicurezza del servizioAlta: sono dati sulla salute
Fotografie del clienteDocumentare e promuovereAlta: servono consensi distinti
Preferenze e note personaliRelazioneSolo ciò che è pertinente al servizio
Dati di pagamentoIncassareAlta: non conservare più del necessario

02Informativa e consensi: separare le finalità

L’errore più diffuso è il modulo unico: una firma che autorizza tutto insieme — servizio, promemoria, promozioni, fotografie. Non regge, perché il consenso deve essere specifico per ciascuna finalità e il cliente deve poter dire sì a una cosa e no a un’altra. In pratica bastano caselle distinte sullo stesso foglio.

FinalitàCosa serve
Eseguire il servizio e tenere la scheda tecnicaBase contrattuale; l’informativa va comunque data
Promemoria dell’appuntamento fissatoÈ connesso al servizio richiesto dal cliente
Promozioni, auguri, campagneConsenso specifico e revocabile, raccolto in modo dimostrabile
Fotografie a fini di documentazione internaVa spiegata e distinta dalla pubblicazione
Pubblicazione delle foto su social e sitoConsenso specifico, con i canali indicati e la possibilità di revoca
Dati su allergie e reazioniRichiedono tutela rafforzata e accesso limitato

Cosa deve dire l’informativa

  • Chi è il titolare del trattamento, con i recapiti del salone.
  • Quali dati si raccolgono e per quali finalità.
  • Su quali basi: contratto, consenso, obbligo di legge.
  • A chi vengono comunicati: fornitore del gestionale, commercialista, consulente.
  • Per quanto tempo si conservano.
  • Quali diritti ha il cliente e come li esercita.
  • Che il consenso al marketing è revocabile in qualunque momento.

03La pratica quotidiana: messaggi, foto, fornitori

  • WhatsApp e messaggistica: usarli per i promemoria è legittimo, ma il numero del cliente non va inserito in gruppi con altri clienti. Un gruppo promozionale rende visibili a tutti i numeri di tutti: è una comunicazione di dati che nessuno ha autorizzato.
  • Rubrica personale delle operatrici: i clienti del salone non vanno tenuti nel telefono privato di chi lavora. Quando quella persona se ne va, i dati se ne vanno con lei, ed è un trattamento fuori dal controllo del salone.
  • Fotografie: consenso scritto con l’indicazione dei canali, e una procedura per rimuoverle quando il cliente lo chiede, anche a distanza di anni.
  • Accesso ai dati: chi lavora al banco non ha bisogno di vedere le note sanitarie di tutti i clienti. Limitare gli accessi è una misura semplice e molto efficace.
  • Fornitore del gestionale: tratta i dati per tuo conto, quindi serve un contratto che ne definisca ruolo e obblighi, e va verificato dove i dati sono conservati.
  • Conservazione: i dati di un cliente che non torna da anni vanno cancellati. Tenere tutto per sempre non è prudenza, è un rischio in più senza alcun beneficio.
  • Richieste dei clienti: accesso, correzione, cancellazione, revoca del consenso. Serve sapere chi risponde e in quanto tempo, prima che arrivi la prima richiesta.

Con Omega

I dati dei clienti dove devono stare

  • Consensi distinti per servizio, promemoria, promozioni e foto, con data e firma.
  • Allergie, cute sensibile e test allergia escono come avviso quando si apre l’appuntamento, cioè solo dove servono a chi sta per lavorare.
  • Clienti fermi da troppo tempo individuabili, per decidere cosa conservare.
  • I dati restano tuoi ed escono in un archivio leggibile quando vuoi, senza chiedere il permesso a nessuno.

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Dubbi

Domande frequenti

Posso mandare promozioni ai clienti che ho in rubrica?
Solo a chi ha prestato un consenso specifico al marketing, raccolto in modo dimostrabile. Il promemoria di un appuntamento fissato è cosa diversa e connessa al servizio richiesto; l’invio promozionale richiede una base propria e la possibilità di revocarla facilmente.
Le allergie dei clienti sono dati particolari?
Le informazioni su allergie e reazioni riguardano lo stato di salute e vanno trattate con tutele rafforzate: raccolte solo per la finalità di sicurezza del servizio, accessibili a chi opera su quel cliente e conservate con misure adeguate.
Il salone deve nominare un responsabile della protezione dei dati?
La designazione è obbligatoria solo in casi specifici legati alla natura e alla scala del trattamento, e un salone di norma non vi rientra. Restano dovuti informativa, consensi per finalità distinte, misure di sicurezza e i registri previsti nei casi applicabili.
Per quanto tempo posso tenere i dati di un cliente?
Per il tempo necessario alle finalità per cui li hai raccolti, tenendo conto dei termini di conservazione previsti per la documentazione contabile e di quelli utili alla tutela in caso di contestazioni. Un cliente che non torna da molti anni non ha più una ragione per restare in archivio.

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