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Omega Acconciatori

Norme e obblighi

Rifiuti e sicurezza in salone: cosa si butta e cosa si documenta

Il salone lavora con sostanze chimiche otto ore al giorno. Non è un ufficio con gli specchi, e la valutazione dei rischi deve dirlo.

6 minuti di lettura Aggiornata al 19 settembre 2026

In breve

  • Non tutto quello che esce dal salone è rifiuto urbano: residui chimici, contenitori e prodotti scaduti seguono regole proprie.
  • La dermatite da contatto è la malattia professionale tipica del mestiere: i guanti non sono un optional.
  • Con il primo dipendente scattano valutazione dei rischi, formazione e sorveglianza sanitaria dove prevista.

Un salone è un ambiente di lavoro con rischi specifici e ben documentati: esposizione ripetuta a sostanze sensibilizzanti, lavoro in piedi prolungato, movimenti ripetitivi delle mani e delle spalle, umidità continua sulla pelle. Sono i fattori che producono le patologie professionali più frequenti del settore, e sono tutti prevenibili.

Sul fronte dei rifiuti la materia è più tecnica di quanto sembri. Dal d.lgs. 116/2020 i rifiuti «simili per natura e composizione ai rifiuti domestici» prodotti dalle attività elencate negli allegati L-quater e L-quinquies del codice dell’ambiente sono **rifiuti urbani**: è il motivo per cui carta, imballaggi e la frazione secca di un salone seguono il servizio pubblico. I residui chimici del laboratorio, invece, non sono «simili ai domestici» e restano fuori da quella strada. La classificazione puntuale e i codici da usare vanno confermati con il gestore del servizio e con la ditta autorizzata al ritiro: sono gli unici a poterti dire, per il tuo Comune, in quale contenitore va cosa.

01I rifiuti del salone, per famiglia

CosaCome si tratta di norma
Capelli tagliatiFrazione non pericolosa, conferita secondo le indicazioni del gestore locale
Residui di tintura e decoloranteResiduo chimico: non va nello scarico né nell’indifferenziata
Contenitori e tubi vuotiImballaggi, con attenzione a quelli che hanno contenuto sostanze pericolose
Prodotti scaduti o non utilizzabiliRifiuto da avviare a smaltimento dedicato, non assimilabile al domestico
Monouso (asciugamani carta, guanti, collari)Frazione secca, salvo contaminazione rilevante
Lame e rasoi monousoTaglienti: contenitore rigido dedicato
Apparecchi elettrici dismessi (phon, piastre)Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, con ritiro dedicato
La classificazione puntuale e i codici applicabili vanno confermati con il gestore del servizio e, per le frazioni speciali, con la ditta autorizzata al ritiro.

02La valutazione dei rischi, fatta sul salone vero

Dal momento in cui c’è un lavoratore, il datore di lavoro deve valutare i rischi e formalizzare il documento. Per un salone i capitoli che contano sono pochi e sempre gli stessi: chimico, biologico, posturale, elettrico e da agenti fisici. Un documento generico che non li affronta è carta che non protegge nessuno, a partire dal titolare.

  • Rischio chimico: coloranti, decoloranti, ossidanti, prodotti per stiratura. Vanno raccolte e conservate le schede di sicurezza dei prodotti usati.
  • Dermatite da contatto: la patologia professionale più frequente del mestiere. Guanti adeguati, cambio frequente, asciugatura accurata delle mani.
  • Rischio posturale: stazione eretta prolungata, braccia sopra le spalle, movimenti ripetitivi delle mani. Si affronta con pause, altezze regolabili e rotazione delle mansioni.
  • Aerazione: i vapori dei prodotti chimici richiedono ricambio d’aria adeguato, soprattutto nella zona di miscelazione.
  • Rischio elettrico: apparecchi in ambiente umido, vicino ai lavaggi. Impianto a norma e verifiche periodiche.
  • Taglienti e ustioni: forbici, rasoi, piastre e caschi.

Documenti che devono esistere ed essere aggiornati

  • Documento di valutazione dei rischi, riferito a questo salone.
  • Schede di sicurezza dei prodotti chimici in uso, accessibili al personale.
  • Attestati della formazione generale e specifica, con gli aggiornamenti.
  • Nomine delle figure della prevenzione previste e degli addetti alle emergenze.
  • Giudizi di idoneità del medico competente, dove la sorveglianza è prevista.
  • Registro di consegna dei dispositivi di protezione.
  • Documentazione dello smaltimento delle frazioni speciali.

03Le pratiche quotidiane che riducono davvero il rischio

  1. 1

    Guanti a ogni servizio chimico

    Non solo per il colore: anche per il risciacquo e per il lavaggio successivo, che è il momento di contatto più lungo e più sottovalutato.

  2. 2

    Miscelazione in zona dedicata e aerata

    Non alla postazione, non davanti al cliente, non in un ripostiglio chiuso.

  3. 3

    Dosaggio misurato

    Riduce l’esposizione, riduce il residuo da smaltire e riduce il costo. Le tre cose insieme.

  4. 4

    Cura della pelle delle mani

    Asciugatura accurata, creme barriera, segnalazione precoce di arrossamenti persistenti.

  5. 5

    Sanificazione degli strumenti fra un cliente e l’altro

    Pettini, spazzole e forbici: procedura scritta e sempre uguale.

  6. 6

    Contenitori dedicati e chiusi

    Per residui chimici e per taglienti, identificati e non accessibili al pubblico.

Con Omega

Meno prodotto preparato, meno residuo da smaltire

  • Il colore si pesa: la formula in grammi riduce l’avanzo che finisce nel lavandino, che è la prima voce di residuo chimico di un salone.
  • Allergie dichiarate, cute sensibile, henné e keratina escono quando apri l’appuntamento, non due schermate più in là.
  • Consensi e informative firmati col dito in poltrona, con il testo congelato com’era al momento della firma.
  • Il resto — DVR, attestati della sicurezza, registri dei rifiuti — resta fuori dal gestionale: è documentazione che vive con il consulente e con la ditta di smaltimento.

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Dubbi

Domande frequenti

I capelli tagliati sono un rifiuto speciale?
Di norma non rientrano fra i rifiuti pericolosi e vengono gestiti secondo le indicazioni del gestore locale del servizio. Le modalità concrete di conferimento variano da Comune a Comune: è il gestore l’interlocutore che dà la risposta valida per la tua sede.
Serve il DVR anche se lavoro da solo?
L’obbligo di redigere il documento di valutazione dei rischi riguarda il datore di lavoro che ha lavoratori. Il titolare senza dipendenti resta comunque tenuto a obblighi di sicurezza propri e a quelli verso terzi, e la valutazione delle sostanze chimiche che usa è nel suo interesse prima che nella legge.
Quali guanti servono per il colore?
Guanti idonei al contatto con le sostanze utilizzate, secondo quanto indicano la scheda di sicurezza del prodotto e il fabbricante del dispositivo. Vanno cambiati fra un cliente e l’altro e non riutilizzati: un guanto contaminato all’interno è peggio di nessun guanto.
Quanto va conservata la documentazione della sicurezza?
Attestati, giudizi di idoneità e documentazione del sistema di prevenzione vanno conservati per tutta la durata della loro validità e oltre, secondo i termini previsti per ciascun documento. La regola pratica è tenerli finché il rapporto di lavoro esiste e per il periodo successivo indicato dalla normativa applicabile.

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