In breve
- Non tutto quello che esce dal salone è rifiuto urbano: residui chimici, contenitori e prodotti scaduti seguono regole proprie.
- La dermatite da contatto è la malattia professionale tipica del mestiere: i guanti non sono un optional.
- Con il primo dipendente scattano valutazione dei rischi, formazione e sorveglianza sanitaria dove prevista.
Un salone è un ambiente di lavoro con rischi specifici e ben documentati: esposizione ripetuta a sostanze sensibilizzanti, lavoro in piedi prolungato, movimenti ripetitivi delle mani e delle spalle, umidità continua sulla pelle. Sono i fattori che producono le patologie professionali più frequenti del settore, e sono tutti prevenibili.
Sul fronte dei rifiuti la materia è più tecnica di quanto sembri. Dal d.lgs. 116/2020 i rifiuti «simili per natura e composizione ai rifiuti domestici» prodotti dalle attività elencate negli allegati L-quater e L-quinquies del codice dell’ambiente sono **rifiuti urbani**: è il motivo per cui carta, imballaggi e la frazione secca di un salone seguono il servizio pubblico. I residui chimici del laboratorio, invece, non sono «simili ai domestici» e restano fuori da quella strada. La classificazione puntuale e i codici da usare vanno confermati con il gestore del servizio e con la ditta autorizzata al ritiro: sono gli unici a poterti dire, per il tuo Comune, in quale contenitore va cosa.
01I rifiuti del salone, per famiglia
| Cosa | Come si tratta di norma |
|---|---|
| Capelli tagliati | Frazione non pericolosa, conferita secondo le indicazioni del gestore locale |
| Residui di tintura e decolorante | Residuo chimico: non va nello scarico né nell’indifferenziata |
| Contenitori e tubi vuoti | Imballaggi, con attenzione a quelli che hanno contenuto sostanze pericolose |
| Prodotti scaduti o non utilizzabili | Rifiuto da avviare a smaltimento dedicato, non assimilabile al domestico |
| Monouso (asciugamani carta, guanti, collari) | Frazione secca, salvo contaminazione rilevante |
| Lame e rasoi monouso | Taglienti: contenitore rigido dedicato |
| Apparecchi elettrici dismessi (phon, piastre) | Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, con ritiro dedicato |
02La valutazione dei rischi, fatta sul salone vero
Dal momento in cui c’è un lavoratore, il datore di lavoro deve valutare i rischi e formalizzare il documento. Per un salone i capitoli che contano sono pochi e sempre gli stessi: chimico, biologico, posturale, elettrico e da agenti fisici. Un documento generico che non li affronta è carta che non protegge nessuno, a partire dal titolare.
- Rischio chimico: coloranti, decoloranti, ossidanti, prodotti per stiratura. Vanno raccolte e conservate le schede di sicurezza dei prodotti usati.
- Dermatite da contatto: la patologia professionale più frequente del mestiere. Guanti adeguati, cambio frequente, asciugatura accurata delle mani.
- Rischio posturale: stazione eretta prolungata, braccia sopra le spalle, movimenti ripetitivi delle mani. Si affronta con pause, altezze regolabili e rotazione delle mansioni.
- Aerazione: i vapori dei prodotti chimici richiedono ricambio d’aria adeguato, soprattutto nella zona di miscelazione.
- Rischio elettrico: apparecchi in ambiente umido, vicino ai lavaggi. Impianto a norma e verifiche periodiche.
- Taglienti e ustioni: forbici, rasoi, piastre e caschi.
Documenti che devono esistere ed essere aggiornati
- Documento di valutazione dei rischi, riferito a questo salone.
- Schede di sicurezza dei prodotti chimici in uso, accessibili al personale.
- Attestati della formazione generale e specifica, con gli aggiornamenti.
- Nomine delle figure della prevenzione previste e degli addetti alle emergenze.
- Giudizi di idoneità del medico competente, dove la sorveglianza è prevista.
- Registro di consegna dei dispositivi di protezione.
- Documentazione dello smaltimento delle frazioni speciali.
03Le pratiche quotidiane che riducono davvero il rischio
- 1
Guanti a ogni servizio chimico
Non solo per il colore: anche per il risciacquo e per il lavaggio successivo, che è il momento di contatto più lungo e più sottovalutato.
- 2
Miscelazione in zona dedicata e aerata
Non alla postazione, non davanti al cliente, non in un ripostiglio chiuso.
- 3
Dosaggio misurato
Riduce l’esposizione, riduce il residuo da smaltire e riduce il costo. Le tre cose insieme.
- 4
Cura della pelle delle mani
Asciugatura accurata, creme barriera, segnalazione precoce di arrossamenti persistenti.
- 5
Sanificazione degli strumenti fra un cliente e l’altro
Pettini, spazzole e forbici: procedura scritta e sempre uguale.
- 6
Contenitori dedicati e chiusi
Per residui chimici e per taglienti, identificati e non accessibili al pubblico.
Con Omega
Meno prodotto preparato, meno residuo da smaltire
- Il colore si pesa: la formula in grammi riduce l’avanzo che finisce nel lavandino, che è la prima voce di residuo chimico di un salone.
- Allergie dichiarate, cute sensibile, henné e keratina escono quando apri l’appuntamento, non due schermate più in là.
- Consensi e informative firmati col dito in poltrona, con il testo congelato com’era al momento della firma.
- Il resto — DVR, attestati della sicurezza, registri dei rifiuti — resta fuori dal gestionale: è documentazione che vive con il consulente e con la ditta di smaltimento.


