In breve
- Dal 2007 nessun Comune può imporre al parrucchiere la chiusura infrasettimanale (d.l. 7/2007, art. 10, c. 2): il lunedì chiuso è una scelta, non un obbligo.
- La domenica e la fascia oraria, invece, possono essere regolate: in Veneto il salone sta aperto fra le 7 e le 22, al massimo 13 ore, e la domenica è chiuso salvo deroghe comunali; a Roma la fascia è 8–21 e domeniche e festivi sono chiusi, tranne dal 1° dicembre al 6 gennaio.
- Più ore di apertura vogliono più responsabili tecnici: la presenza è richiesta per tutto l’orario, e un solo titolare non copre dodici ore per sei giorni.
Sugli **orari di apertura del parrucchiere** circolano due idee opposte, entrambe sbagliate: che il salone debba chiudere il lunedì per legge, e che dal «Salva Italia» del 2011 ognuno possa aprire quando vuole. La prima regola è stata cancellata nel 2007. La seconda liberalizzazione non riguarda direttamente gli acconciatori: il decreto del 2011 parla di attività commerciali e di somministrazione, e il salone è un’attività artigiana di servizi.
Quello che resta è un sistema a strati: lo Stato vieta alcune imposizioni, le Regioni possono fissare dei limiti, e il sindaco coordina gli orari del proprio Comune. Qui trovi cosa è vietato importi, cosa possono ancora decidere Regione e Comune, tre esempi reali con i numeri e le multe, e il modo più rapido per sapere cosa vale nel tuo.
01Cosa nessuno può più importi
L’articolo 10, comma 2 del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7 (convertito dalla legge 40/2007) stabilisce che le attività di acconciatore ed estetista «non possono essere subordinate al rispetto del criterio della distanza minima o di parametri numerici prestabiliti [...] e al rispetto dell’obbligo di chiusura infrasettimanale». Il turno di riposo fissato dal Comune per tutti i saloni, quello che una volta cadeva il lunedì, non si può più imporre.
Il decreto «Salva Italia» (d.l. 201/2011, art. 31) ha liberalizzato orari e aperture domenicali delle attività commerciali e dei pubblici esercizi. Per gli acconciatori il Consiglio di Stato (sez. II, n. 2065 del 27 luglio 2018) ha ragionato in un altro modo: in assenza di limiti fissati dal legislatore nazionale o regionale, il potere di regolare orari e turni di acconciatori ed estetisti spetta al sindaco, in base all’articolo 50, comma 7, del testo unico degli enti locali. Il sindaco può quindi liberalizzarli, come nel caso deciso, oppure coordinarli.
02Tre esempi con i numeri: Veneto, Roma, Lombardia
| Dove | Fascia e durata | Domenica e festivi | Fonte |
|---|---|---|---|
| Veneto | Dalle 7 alle 22, tutti i giorni della settimana; il titolare sceglie l’orario, massimo 13 ore al giorno | Chiusura domenicale e festiva, salvo deroghe stabilite dai Comuni, anche per le località turistiche | l.r. 28/2009, art. 2, c. 5 e 6 |
| Roma | Dalle 8 alle 21, massimo 13 ore, con la possibilità di anticipare o posticipare di un’ora | Chiusi domeniche e festivi; al massimo sei giorni dal lunedì al sabato, riposo scelto dal titolare; si può aprire la domenica dal 1° dicembre al 6 gennaio | Ordinanza sindacale n. 15 del 27 giugno 2005, come riportata dalla scheda del Comune |
| Lombardia | La decide il Comune | La decide il Comune | r.r. 6/2011, art. 12, c. 2, lett. e: il regolamento comunale prevede «gli orari di apertura e di esercizio dell’attività» |
In Toscana la legge regionale 29/2013 non fissa fasce orarie: la materia resta al Comune. È la situazione più comune: nella maggior parte d’Italia l’orario lo trovi nel regolamento comunale o in un’ordinanza del sindaco, non in una legge.
| Violazione (Veneto) | Sanzione | Misura ridotta entro 60 giorni |
|---|---|---|
| Non rispettare la disciplina degli orari, di apertura e di chiusura | da 500 a 1.000 € | 333,33 € |
| Non esporre il cartello degli orari (o le tariffe) | da 100 a 500 € | 166,67 € |
03Aprire di più vuol dire avere più responsabili tecnici
L’orario lungo ha un vincolo che non sta nel regolamento degli orari: la legge 174/2005 (art. 3, c. 5-bis) chiede che il responsabile tecnico garantisca la propria presenza durante lo svolgimento dell’attività, e il regolamento lombardo lo scrive in modo ancora più netto: «costantemente presente nell’esercizio negli orari di apertura». Un salone aperto dalle 8 alle 20 per sei giorni sono 72 ore a settimana: con un solo abilitato non si coprono.
- Designa più responsabili tecnici fra gli abilitati che lavorano in salone (dipendenti, soci, familiari coadiuvanti): è la strada indicata dal Ministero. I dettagli sono nella guida su qualifica e responsabile tecnico.
- Fai i conti con il contratto dei dipendenti: l’orario normale del CCNL è di 40 ore settimanali, quindi un’apertura lunga si regge sui turni, non sugli straordinari. I minimi aggiornati sono nella guida sullo stipendio del parrucchiere.
- La domenica, se è permessa, va retribuita come il contratto prevede per il lavoro festivo: prima di aprirla, fai fare il conto al consulente del lavoro.
04Come sapere cosa vale nel tuo Comune
- 1
Leggi la legge della tua Regione
Cerca «acconciatore» nella banca dati delle leggi regionali: se c’è una fascia oraria o una regola sulla domenica, è lì, di solito nell’articolo sull’esercizio dell’attività.
- 2
Cerca regolamento e ordinanze del Comune
Sul sito del Comune, sezione SUAP o Attività produttive: il regolamento per acconciatori ed estetisti e le eventuali ordinanze sugli orari. Guarda la data: molte ordinanze del 2020 erano temporanee, legate alle riaperture.
- 3
Controlla le deroghe
Dicembre, località turistiche, centri commerciali: sono i casi in cui più spesso la domenica si può aprire. A Roma, per esempio, i saloni dentro centri commerciali, alberghi o palestre senza accesso diretto dalla strada possono seguire l’orario della struttura.
- 4
Comunica ed esponi
Se il Comune chiede di comunicare l’orario, fallo prima di cambiarlo; e tieni esposto il cartello con orari e giorno di riposo, che in Veneto ha una multa propria.
Prima di aprire la domenica
- La legge regionale o il regolamento comunale lo consentono, tutto l’anno o in un periodo preciso.
- C’è un responsabile tecnico presente per tutte le ore di apertura.
- Turni e maggiorazioni dei dipendenti sono stati calcolati con il consulente.
- Il cartello degli orari e il link di prenotazione mostrano la nuova apertura.
- Hai deciso per quanto tempo provare, e con quale numero di appuntamenti la domenica vale la pena.
Qualunque orario scegli, il punto è che sia lo stesso dappertutto: sul cartello, sul link di prenotazione e nei turni. In Omega Acconciatori gli orari del salone e di ogni operatore sono scritti una volta, e il link propone solo le ore in cui sei aperto e c’è chi sa fare quel servizio.
Con Omega
L’orario scritto una volta, rispettato ovunque
- Gli orari del salone e quelli di ogni operatore stanno nel gestionale, con le ferie: il link di prenotazione propone solo le ore in cui sei davvero aperto e c’è chi sa fare quel servizio.
- Se apri una domenica di dicembre, la aggiungi agli orari e il link la propone da sola; quando torni all’orario normale, sparisce.
- Lo sconto a giorni e ore riempie le fasce vuote, invece di allungare l’apertura.
- Le statistiche dicono quanto incassi per fascia e per giorno: il numero con cui decidere se la domenica vale le maggiorazioni.


